Autori

Alcuni degli autori che abbiamo seguito

Pino Petrucci lavora per una importante società milanese agognando la pensione. Gli ultimi trent’anni della sua vita sono trascorsi in una lunga e metodica successione di viaggi in treno da casa al lavoro, pause caffè, pranzi in mensa, riunioni e seccature di ogni tipo. Durante la sua lunga carriera, travolto dalle strampalate dinamiche e dai rapporti di forza interni all’azienda, si è trasformato da zelante lavoratore ad automa demotivato, cinico e scettico, grande esperto di strategie di sopravvivenza e di guerriglia dipartimentale. Quando il Governo in carica modifica la normativa previdenziale Pino vede sfumare l’imminenza del pensionamento e si trova a dover rendere conto all’azienda di alcuni suoi articoli al vetriolo scritti sotto pseudonimo sulla Intranet del CRAL, nella convinzione di essere protetto dal “periodo di intoccabilità”.
Il Dipendente è una cruda e disincantata disamina dei rapporti di dipendenza e di sudditanza, una critica dell’illusoria persuasione di poter vivere in attesa di una chimerica ricompensa eludendo le forze antagoniste dell’esistenza, protetti da un contenitore immaginario che, in realtà, fagocita la nostra vita e i nostri sogni. Solo nel confronto diretto con l’ignoto scopriamo le nostre più sorprendenti qualità.

La nostra mente ha la capacità di rievocare informazioni e ricordi attraverso le immagini, seguendo imperscrutabili tracce nel solco della memoria episodica. Poco importa che le immagini richiamate appartengano al vissuto reale o all’immaginazione o a un misto di tutti e due. I luoghi interiori nei quali ci conducono contengono simboli e significati delle nostre verità, del nostro sentire e del nostro divenire. Tracce è una collezione di racconti che ci accompagna in un viaggio nella mente di una donna e che riesce a divertire e commuovere con un linguaggio sorprendente e intenso, a volte dolce, spesso amaro, sempre profondo.
Siamo ciò che ricordiamo di essere.

Milano, 2011. L’ingenuo Tido lavora per le Poste ed è in cerca del fratello tossico scomparso. Il suo amico Ugo è un cinico autista di ambulanze dal passato oscuro, curiosamente esperto di omicidi. I disordinati tasselli delle loro grottesche e violente vicende, innescate da un banale scippo, si ricompongono in un mosaico dagli esiti sorprendenti, tra bande di albanesi, un misterioso taccuino e boss nostrani.

Una vacanza in Alto Adige, un albergo di lusso, un marito affascinante. Maddalena sembra possedere tutti gli ingredienti per una vita felice. Eppure, all’improvviso, il terreno le frana sotto i piedi e una valanga la trascina a valle, costringendola ad affrontare una risalita e un nuovo capitolo della sua esistenza.
Lei vorrebbe rimanere a crogiolarsi nella solitudine ma Valeria, l’amica del cuore, la trascina a una festa di capodanno a Saint Tropez dove, complici un calice di champagne offerto da una mano gentile e un suadente accento francese, Maddalena avverte una nuova e vitale emozione affiorare per invitarla a rimettersi in gioco.
Il destino la vede volare a Pechino per misurarsi in un ruolo che la natura le aveva precluso, affrontare una madre restìa a cederle il testimone e il suo stesso passato.
Questa delicata storia affronta con grande sensibilità i temi del matrimonio, della maternità e dell’emancipazione, esplorando i luoghi interiori in cui si svolgono, appunto, le nostre battaglie invisibili.

Milano 2009. Mia è una donna prossima ai quarant’anni, madre di due figli. Vive separata in casa con il marito Andrea, un uomo che non ama più o che, forse, non ha mai amato davvero. La situazione, già difficile, peggiora quando Massimo, il primogenito di dieci anni, si ammala gravemente. Mia affronta il problema con la determinazione, il coraggio e la forza che derivano dal suo burrascoso passato, trovando grande conforto e ispirazione nella filosofia buddista. Nella sua lotta contro la malattia Mia intuisce che il cambiamento del mondo che la circonda passa prima di tutto attraverso il cambiamento di se stessa.

In un giorno d’estate, in una metropoli europea ― probabilmente Berlino, ma potrebbe anche trattarsi di Milano, Parigi o Madrid ―, un pezzo grosso dell’industria transnazionale viene rapito da cinque sconosciuti. Uno di loro ha una telecamera: ha inizio il Jarry Live Show, un reality durante il quale il prigioniero, rinchiuso in un sotterraneo, viene sottoposto a un processo di disfacimento morale e fisico che prevede l’assunzione di un acido lisergico al giorno, per un mese intero. Il tutto viene filmato e messo in onda. Il risultato è inquietante: la realtà si trasforma in fiction e il Sistema dominante viene deriso, dissacrato. Lo sponsor è un manifesto di denuncia della società contemporanea, un romanzo corrosivo ed eretico, che miscela la poetica di James Ellroy e di Jerry Rubin con stralci di manuali di guerriglia urbana. Una storia senza esclusione di colpi, dal ritmo cinematografico e i colori visionari di un’allucinazione in streaming.

Nelle fantasie erotiche di Clotilde, appassionata di teatro, ricorre l’incontro fatale con un passionale sconosciuto. Sulla metropolitana, per le strade, nei locali alla moda degli aperitivi milanesi, ricerca costantemente un contatto visivo nel desiderio di essere vista, riconosciuta. Eppure la gente è distratta, disattenta o insicura. L’incontro inaspettato arriva proprio grazie al teatro, grande metafora della vita come palcoscenico, su cui gli attori, alternando sentimento e mestiere, maschere e rivelazioni, sogni e materia, si trovano e si perdono nella perenne, amletica ricerca del sé più autentico.

Sullo sfondo delle spiagge californiane Sofia, una studentessa romana che si trova negli USA per frequentare un master in legge, si trova coinvolta nella riunificazione dei misteriosi protagonisti di un antico passato che la coinvolge, del quale non ha alcuna memoria.Nel tentativo di venire a capo degli strani fenomeni che la circondano, presto scopre che la sua presenza in quel luogo non è affatto casuale. Una profezia millenaria, infatti, la metterebbe in relazione con alcune divinità immortali e con i quattro elementi naturali: terra, acqua, fuoco e aria. Si tratta davvero di una semplice relazione?

Rialzai gli occhi verso il cielo e, lasciandomi scivolar via dai miei pensieri, mi persi correndo dietro a nuvole inquiete che sembravano affrettarsi verso un improbabile appuntamento. Mai in vita mia avevo visto le nuvole correre così forte. Mi scrollai le spalle per riassorbire un fremito causato da un filo di vento che mi si era insinuato sotto la giacca a vento, e concentrai la mia attenzione sugli sguardi assenti dei passanti, ognuno diretto, come le nuvole, a qualche improbabile appuntamento di giornata. Ma io, al contrario di loro, ero libero. Libero di seguire i richiami del viaggio e della mia libertà.

Trentaquattro anni dopo il memorabile In Patagonia di Bruce Chatwin, il viaggiatore si ritrova nella terra più a sud del mondo in cerca di un suo spazio. Il libro di Chatwin diventa, passo dopo passo, un set dentro al quale riscoprire le coordinate di un movimento che, sulle spinte dell’invasione del turismo di massa, sembra ormai essersi perso. L’autostop, i bus di linea e gli scarponi di montagna sono i mezzi attraverso i quali collegare tra di loro le diverse storie. Gli orizzonti infiniti, i deserti e i tramonti mozzafiato un collante per ritrovare la forza di una terra, la Patagonia, da sempre testimone di una vocazione letteraria legata al viaggio.

Gaby Meistri soffre di depressione a causa delle preoccupazioni e delle pressioni emotive causate dal suo lavoro alla Ciufflì, un’azienda un tempo florida che dopo il passaggio del testimone dal fondatore al figlio sta per essere ceduta a un fondo di investimenti americano. Le maestranze entrano in agitazione e, nonostante le rassicurazioni della dirigenza, iniziano a cadere le prime teste. Il mondo di certezze di Gaby inizia a crollare, costringendola a decidere se subire o lottare.

Un giovane guerriero Masai con un destino già segnato scopre la possibilità di tracciare un sentiero diverso nella sua vita con l’aiuto di un inaspettato mentore inglese. Tra le fatiche dell’inserimento in una città come Arusha, la scoperta dell’amore e le delusioni umane, i fantasmi del passato, la magia dei paesaggi sconfinati della Tanzania, le debolezze del vizio e le trame dei contrabbandieri, nuovi sogni si delineano e si realizzano. Compagni di viaggio sono una forte determinazione, caratteristica della gioventù, e la nascente consapevolezza che i percorsi della vita sono sempre una scelta personale.